mercoledì 25 febbraio 2009

COMUNICARE GLI ACCESSORI: contaminazioni tre arte e moda, cultura e culture

ABSTRACT

L’elaborato di tesi, strutturato in due parti, ha come scopo quello di comunicare la collezione di calzature ideata durante l’ultimo trimestre universitario, all’interno del Laboratorio di Progettazione.
Una prima parte teorica è dedicata alla comunicazione e funge da sostegno alla seconda parte progettuale. In questa sostengo la tesi per cui se la comunicazione odierna ha assunto dei connotati completamente diversi rispetto al passato, è dovuta ad una serie di fatti e avvenimenti, quali l’evoluzione della moda e del mercato, che hanno determinano un approccio diverso con il prodotto: non più mero materiale di consumo, ma mondo di valori.
Il primo capitolo è così dedicato alla moda e alle sue implicazioni sociali sin dalla nascita.
Il secondo capitolo invece spiega che al giorno d’oggi si parla di un mercato globale, in cui partecipano anche quelle nazioni un tempo schiave del mercato occidentale.
Tenendo in considerazione questi due elementi, il terzo capitolo è dedicato alla comunicazione, ai diversi ruoli che questa ha assunto nel corso dell’ultimo secolo, per poi spiegare i principali mezzi di comunicazione utilizzati oggi giorno, in relazione al prodotto che s’intende promuovere.
Gli ultimi due capitoli sono infine dedicati alle mie scelte sia stilistiche che comunicative.
Il quarto quindi spiega le ispirazioni che hanno portato alla nascita della mia collezione: da un lato l’etnia Maori e dall’altro le tenebrose fotografie della fotografa americana Melanie Pullen, spiegando inoltre le particolarità e le scelte che determinano le mie calzature.
All’interno invece del quinto capitolo spiego la nascita del mio marchio, SCOCCO geometrie sulla pelle, specificando il target di riferimento, i valori e costruendo un mio mondo possibile. Un mondo che guarda al passato per la volontà di un ritorno alle forme base, facendo riferimento alle linee guida del Movimento Futurista: la celebrazione della linea, la predilezione di forme geometriche e l’esaltazione dei colori accesi. Infine concludo spiegando i motivo per cui sono stati scelti determinati mezzi di comunicazione, piuttosto che altri: i negozi come luogo di allestimento per mettere in mostra le mie creazioni e il sito web, punto di incontro e di dialogo tra il marchio e la clientela.

CREAZIONE DEL BRAND


Nonostante il termine SCOCCO sia una chiara citazione del mio cognome, la scelta di questo termine come nome del brand è dettata dalla necessità di individuare una parola che di primo acchito non avesse un senso immediato. Come si è visto il brand si riferisce al Movimento del Futurismo, un mondo dove anche la parola era curata nei suoi minimi dettagli, perché ogni elemento che riguardava l’uomo doveva essere corretto secondo le ragioni futuriste.
Lo stile futurista è decisivo e ben scandito, caratterizzato da un abbondante uso di futuri e imperativi, mentre la sintassi è completamente rivoluzionata. Nel Manifesto Tecnico della Letteratura Futurista (1912) si inpone di disporre i sostantivi casualmente, così da creare relazioni immaginarie, e di abolire l’aggettivo per affidare al nome il suo significato essenziale.
Il risultato è un testo senza ordine né coerenza, quasi assurdo, dove alla parola e ai suoi rapporti si sostituiscono termini che non significano nulla o che si propongono solo di ricreare dei rumori, suoni e vaghe sensazioni.
Allo stesso modo la parola SCOCCO non è immediatamente percepibile e riconducibile a qualcosa di preciso. Non è un termine reale, perché non esiste il sostantivo del verbo “scoccare”, ma è un sostantivo di pura invenzione, come le innumerevoli parole inventate dagli intellettuali futuristi: una su tutti il nome dell’opera letteraria Zang Tumb Tumb scritta da Filippo Tommaso Marinetti. Esiste però il sostantivo al femminile “scocca”, un rivestimento esterno che serve a proteggere, proprio come le scarpe proteggono il piede. Solo in una seconda analisi la parola può avere un significato più incisivo, riferendosi sia allo scoccare del tempo, sia allo scoccare di una freccia e alla sua velocità.
La USP (Unique Selling Preposition) geometrie sulla pelle, infine, si riferisce sia alla costruzione geometrica delle mie calzature, una geometria che sarà una costante in ogni collezione creata anche in futuro, sia al materiale impiegato per la realizzazione delle scarpe: vera pelle trattata naturalmente. Ma soprattutto perché le geometrie costruite nascono sulla scarpa, una seconda pelle per i piedi, proprio come l’abito per il corpo.

LOGO DEL BRAND IDEATO


Il logo rappresenta un quadrato: la forma geometrica base. Viene suddiviso nei tre colori primari, giallo, rosso e blu, e nel bianco che rappresenta la sintesi di tutti i colori, dove è presente la lettera "S", l'iniziale del brand.

SITO WEB IDEATO